Chiarimenti sulla ritenuta di acconto per le agenzie di viaggio

Perché arriva questa ritenuta e cosa cambia per te

Dal 1° maggio 2026 le provvigioni delle agenzie di viaggio sono soggette a ritenuta d’acconto. Prima di preoccuparti: non ti costa nulla, è solo un anticipo, non una tassa in più.

Su cosa si applica?

Solo sui servizi turistici (pacchetti, intermediazioni, servizi vari). I titoli di viaggio, cioè i biglietti aerei, ferroviari o marittimi, sono esclusi: su quelli non si applica nessuna ritenuta.

Quanto trattengono?

Normalmente il 23% calcolato sul 50% della provvigione. Se lavori con dipendenti o collaboratori in modo continuativo, la base scende al 20%, quindi la trattenuta effettiva è più bassa.

Chi la versa e chi la incassa?

Il tour operator, quando ti paga la provvigione, trattiene la quota e la versa lui allo Stato per tuo conto. Tu ricevi la provvigione al netto, ma quell’importo resta comunque tuo: è come un acconto che stai già pagando sulle tasse dell’anno.

Quindi perdo dei soldi?

No. Non è un costo aggiuntivo, è un anticipo. L’importo trattenuto diventa un credito d’imposta a tuo favore.

Come recupero questo credito?

In dichiarazione dei redditi, il totale delle ritenute subite durante l’anno si sottrae dalle imposte che devi versare (IRES o IRPEF). In pratica, a fine anno paghi meno tasse perché una parte l’hai già versata in corso d’anno.

E in contabilità come si gestisce?

Quando emetti la fattura della provvigione, l’importo della ritenuta si registra nel conto “Erario c/ritenute attive”. Quando poi si calcolano le imposte da versare, registrate ad esempio in “Erario c/ritenute passive”, da quell’importo si sottrae quanto già accumulato nel conto ritenute attive.

In sintesi

La ritenuta d’acconto non è una nuova tassa e non riduce i tuoi guadagni: è solo un pagamento anticipato che viene poi scalato da quanto devi al fisco. L’unica vera differenza pratica riguarda la liquidità, che arriva un po’ più tardi, ma l’importo resta interamente tuo.